ULTIMO AGGIORNAMENTO = 30 Agosto 2012

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ESCURSIONISMO

(come muovere i piedi per far battere il cuore)

1) COSA E' L'ESCURSIONISMO

2) L'ATTREZZATURA NECESSARIA

3) LE MIE ESCURSIONI

1.b) CLASSIFICAZIONE DELLE DIFFICOLTA'

Le difficoltà vengono valutate considerando l'ambiente in buone condizioni e con tempo favorevole. Per definire chiaramente il limite tra difficoltà escursionistiche ed alpinistiche e per differenziare l'impegno richiesto dal vari itinerari si utilizzano le sigle e i gradi delle scale CAI.

Difficoltà escursionistiche

T = Turistico - Itinerari con percorsi non lunghi - che si svolgono di solito a quote medio basse - su stradine, mulattiere o sentieri comodi che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Richiedono comunque una certa conoscenza dell'ambiente montano e un minimo di allenamento alla camminata.

E = Escursionistico - Itinerari di solito segnalati, lungo sentieri o tracce evidenti in terreno vario, che possono superare pendii anche ripidi. I tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (barriere, cavi) e i singoli passaggi o i tratti brevi su roccia non sono faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano di equipaggiamento specifico (imbracatura, moschettoni, ecc.). Richiedono comunque un certo senso di orientamento e conoscenza del terreno montagnoso, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE = per Escursionisti Esperti - Itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari come: sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti), terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.); tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno) esclusi i percorsi su ghiacciai (il loro attraversamento richiederebbe l'uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell'ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l'uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbracatura, cordini).

EEA = per Escursionisti Esperti, con Attrezzature - La sigla viene usata per indicare percorsi attrezzati o vie ferrate che richiedono, da parte dell'escursionista, l'uso del casco e dei dispositivi di autoassicurazione.

Difficoltà alpinistiche

La graduatoria delle difficoltà d'insieme della via, secondo la scala francese è:

P: facile - PD: poco difficile - AD: abbastanza difficile - D: difficile - TD: molto difficile - ED: estremamente difficile - EX: eccezionalmente difficile

La graduatoria delle difficoltà di ogni singolo passaggio della via, secondo la scala U. I.A.A. è: I-II-III-IV-V-VI-VII, corredata di (+) o (-) per differenziare ulteriormente il grado.

QUALIFICHE EVENTUALI DEI DIRETTORI DI GITA

AE: Accompagnatore di Escursionismo - IA. Istruttore di Alpinismo - INA. Istruttore Nazionale di Alpinismo.

 

Recentemente (estate 2002) il Club Alpino Svizzero ha proposto una nuova scala delle difficoltà escursionistiche (l'abbreviazione T sta per Turismo).

  1. T1 - Escursionismo: Itinerari o sentieri ben tracciati. Terreno piano o in dolce salita. Nessun rischio di caduta di sassi. Possibile anche senza l'uso della cartina. Segnavia GIALLO.
  2. T2 - Escursionismo in montagna: Tracciato non interrotto e salita regolare, qualche volta ripido. Non escluso il rischio di caduta di sassi. Necessario piede sicuro, calzature adeguate, capacità elementare di orientamento. Segnavia BIANCO-ROSSO-BIANCO.
  3. T3 - Escursionismo in montagna difficile: In generale sentiero esistente; i passaggi esposti possono essere assicurati con delle corde o catene; può essere necessario l'appoggio delle mani per l'equilibrio. Qualche passaggio esposto con rischio di cadute, pendii instabili senza sentiero. Necessario piede molto sicuro, capacità media di orientamento, esperienza elementare di montagna. Segnavia BIANCO-ROSSO-BIANCO.
  4. T4 - Itinerario alpino: Sentiero talvolta invisibile; l'aiuto delle mani può essere necessario per la progressione. Terreno abbastanza esposto, pendii instabili o ricoperti da erbe scivolose, ghiacciai semplici, non ricoperti da neve. Necessario avere familiarità con i terreni esposti, calzatura di marca rigide, buona capacità di valutazione del terreno e di orientamento, esperienza alpina. Segnavia BIANCO-BLU-BIANCO.
  5. T5 - Itinerario alpino impegnativo: Spesso senza sentiero, qualche passaggio di arrampicata semplice, fino al 2° grado. Terreno esposto e difficile, pendii instabili, ghiacciai e nevai poco pericolosi. Necessarie scarpe da montagna, valutazione sicura del terreno e ottima capacità di orientamento. Buona esperienza alpina e conoscenza elementare dell'uso della piccozza e della corda. Segnavia BIANCO-BLU-BIANCO.
  6. T6 - Itinerario alpino difficile: In gran parte senza sentiero, passaggi di arrampicata fino al 2° grado, in generale senza segnavia, spesso molto esposto, terreno di frana delicato, ghiacciai con rischio di scivolata. Necessaria un'eccellente capacità di orientamento, esperienza alpina consolidata e uso abituale del materiale tecnico di alpinismo. Segnavia ??

Le escursioni si intendono così valutate in presenza di condizioni di tempo e di terreno favorevoli. Appare comunque chiaro che un itinerario T6 può presentare difficoltà paragonabili a uno PD (Poco Difficile) o AD (Abbastanza Difficile) della Scala Francese delle Difficoltà Alpinistiche, ad essa sovrapponendosi nella parte più bassa. Sorge spontanea la domanda: a quando una scala europea delle difficoltà unica e soprattutto una segnaletica armonizzata, se non proprio uniforme?!?